Se vediamo una persona vestita con grande gusto, ma con capi troppo forti per il contesto in cui ci troviamo, è inevitabile pensare che sia fuori luogo. Ciò che poteva risultare elegante, diventa eccessivo. Allo stesso modo, se una persona, nello stesso contesto, se si presenta con abiti scelti unicamente per praticità, ciò che poteva apparire sobrio, viene percepito come segno di disinteresse.
Ci sono persone con molto stile, ma la loro immagine risulta dissonante, e sorge spontanea la domanda: “Cosa si è messo?”. Il gusto c’è, ma manca una direzione chiara. All’estremo opposto, ci sono persone che si definiscono “senza Stile”. Ma, in realtà, si tratta raramente di un’assenza autentica.
Lo Stile è spesso associato al gusto personale, alla creatività , alla ricerca e all’estetica che ciascuno costruisce nel tempo. Tuttavia, per chi si muove in contesti professionali, pubblici o relazionali complessi, avere stile non è sufficiente. Serve una struttura. Per chiarire questo, possiamo ricorrere a un concetto linguistico: la sintassi. In grammatica, riguarda all’ordine, è la coerenza con cui le parole vengono disposte per costruire un messaggio chiaro. Parole mal organizzate perdono efficacia. Lo stesso vale per l’immagine personale.
Carattere e tipo
Il vocabolario Treccani definisce il carattere come un insieme di segni a cui si attribuisce significato. Avere un carattere definito permette di essere autentici, di distinguersi nel contesto e di rimanere nel ruolo giusto. Il tipo, invece, è un sistema di coordinate su cui si costruisce la sintassi visiva. Offre direzione e orienta le scelte affinché si possa sviluppare un’identità visiva riconoscibile nel tempo. Non impone soluzioni rigide: lascia spazio al proprio stile.
Il carattere rende credibile lo Stile. Il Tipo lo rende leggibile.
In questo quadro, il lavoro del consulente d’immagine inizia sempre dall’ascolto e dall’osservazione, per far emergere le potenzialità presenti. Non interviene per cambiare lo stile, ma per dare ordine e coerenza a ciò che già esiste, affinché il messaggio visivo risulti codificabile nel contesto.